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Museo del sughero di Calangianus
Il Museo del Sughero a Calangianus è uno dei Musei più importanti della Gallura e del Nord Sardegna, creato ufficialmente nel 2011 ma reso fruibile nel 2012.
La raccolta di macchinari antichi di fine 1800 e moderni, la rappresentazione delle varie fasi di raccolta, estrazione e lavorazione del sughero, dimostrano quando il sughero rappresenti uno dei volti della Sardegna.
All’interno del Museo del Sughero possiamo ritrovare videoinstallazioni, profumi e antiche fatiche della capitale del Sughero, Calangianus, ritratta nei volti dei suoi artigiani e dei suoi operai, oltre al tipico paesaggio gallurese.
Il plesso museale ha un fascino particolare essendo stato allestito nei locali del vecchio convento dei Cappuccini, risalente al ‘700
n.d.
1 ora
- ACCETTA (piola)
- BARRILI
- NASTRO A RULLI SCORREVOLI
L’accetta è l’unico e solo utensile che viene utilizzato dagli operai specializzati nella decortica che sono detti estrattori o, più comunemente scorzini, in gallurese Li Bucadori. Una figura ricca di storia e tradizione, mai sostituita dall’avanzare della tecnologia.
Ogni estrattore ha la sua accetta preferita e personale, quasi sempre artigianale e gelosamente custodita. Ognuno di essi, poi, lavora generalmente in coppia, la quale deve risultare perfettamente sintonizzata e affiatata.
Da questo momento poi, si va all’ azione. Disponendosi lungo i fianchi opposti della quercia, Li Bucadori realizzano, con estrema precisione, alcuni tagli in punti strategici del tronco. In particolare, ne effettuano prima uno orizzontale, lungo tutta la circonferenza, ad una altezza precisa tra il 1,50 sino e i 2-3 metri, chiamato corona o collana.
Un taglio meticoloso, fatto bene solo se presenta una determinata inclinazione rispetto alla verticale dell’albero, se segue una linea dritta e se la sua superficie viene netta e liscia.
Ma soprattutto un taglio che evidenzia ed esalta l’esperienza e l’abilità di ogni scorzino rispetto ai colleghi.
Seguendo tutta la verticale della pianta e tracciando le diverse porzioni di corteccia da estrarre, dette plance, gli altri tagli prendono il nome di aperture o righelli.
Non a caso, gli scorzini devono cercare di agire imprimendo una certa forza all’accetta, con precisa sensibilità, in modo da evitare di danneggiare lo strato sottostante al sughero, il cosiddetto fellogeno, fondamentale per la vita della sughera. (1591) Fonte: Sadenda
Museo del banditismo
Il museo del Banditismo, si propone di compiere ricerche sulle testimonianze materiali dell’uomo e del suo ambiente: le acquisisce, le conserva, le comunica e soprattutto le espone ai fini di studio, di educazione e di diletto. Senza correre il rischio di mitizzare la figura del fuorilegge e di esaltarne le sue gesta, l’obiettivo del museo è piuttosto, quello di diffondere valori positivi per la costruzione di una mentalità che favorisca l’affermarsi della legalità e della moralità pubblica a ogni livello. In un territorio come quello gallurese, protagonista del fenomeno del banditismo per circa tre secoli, questo polo culturale s’inserisce perfettamente, offrendo ai visitatori e ai residenti una panoramica su documenti, foto, filmati, oggetti e testimonianze del passato, ma soprattutto cercando di stimolare riflessioni su un futuro da costruire insieme.
MUSEI DEL
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