Torri costiere

L’itinerario ci guiderà alla scoperta delle tre principali torri aragonesi presenti in Gallura, attraverseremo un territorio vasto che parte da Santa Teresa Gallura, nell’estremo nord della Sardegna, fino ad Isola Rossa, una località balneare del comune di Trinità d’Agultu e Vignola. Prima di illustrare l’itinerario vero e proprio, sarà utile per il visitatore apprendere alcune informazioni generali su queste strutture architettoniche, inquadrandole nel contesto storico di riferimento. Le torri costiere dominano tutto il litorale sardo e sono una caratteristica del paesaggio costiero. La loro edificazione risale prevalentemente al periodo di dominazione spagnola, che va dal 1479 al 1713.  Nella prima metà del Cinquecento, si moltiplicarono le incursioni piratesche sulle coste della Sardegna, dell’Italia meridionale e della Spagna. La sua posizione centrale e strategica nel Mediterraneo, sin dai tempi più antichi, aveva reso la Sardegna un possedimento ambito e durante il XVI e XVII secolo venne colpita da conflitti, carestie, pestilenze, guerre, crisi economiche e incursioni piratesche. Nel 1582, il re Filippo II istituì la Reale Amministrazione delle Torri, che progettò e realizzò nuove torri costiere per l’avvistamento e la segnalazione delle incursioni via mare. Le coste sarde erano ormai spopolate a causa dei continui attacchi e nell’arco di un ventennio venne costruita la rete difensiva costiera, che continuò ad essere implementata per tutto il 1600. L’ultima incursione sulle coste della Sardegna avvenne nel 1815 e le torri vennero notevolmente depotenziate e vennero tagliati i fondi per la loro manutenzione, finché nel 1843, Carlo Alberto di Savoia mise fine alla Reale Amministrazione delle Torri. Alcune di esse sono state utilizzate fino alla Seconda guerra mondiale e vennero dismesse come sistema difensivo, soltanto nel 1989.

L’itinerario: da Santa Teresa a Isola Rossa

1-La Torre di Longonsardo

La prima tappa del nostro itinerario è la Torre di Longonsardo, che si affaccia sulle Bocche di Bonifacio. Si trova all’estremo margine settentrionale dell’abitato di Santa Teresa Gallura, su un promontorio, non lontano dal punto in cui, in epoca medievale sorgeva un castello ed è, con ogni probabilità, una delle più imponenti mai costruite dalla corona spagnola nell’isola. Costruita con blocchi di granito, la torre di Longosardo ha un diametro di circa 19 metri ed una superficie di 285 mq. È alta 11 metri sulla roccia e si eleva a 6 metri dal suolo nel versante opposto al mare. Dall’alto del terrazzo è possibile godere di un bellissimo panorama e ammirare le vicine Bocche di Bonifacio. Il momento migliore per scattare foto suggestive è sicuramente al tramonto, quando il sole scende oltre il promontorio di Capo Testa e tinge di toni caldi le bianche falesie della Corsica. La torre di Longonsardo è visitabile tutti i giorni dal 1° aprile al 31 ottobre, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 17.30: il visitatore potrà acquistare il ticket d’ingresso con visita libera scaricando il QR code. Viene fornita una brochure disponibile in lingua italiana, inglese, francese, tedesca e spagnola.

2-Dalla Torre di Santa Teresa a quella di Vignola

Lasciamo Santa Teresa Gallura e proseguiamo sulla strada costiera in direzione ovest. Lungo il tragitto, attraverseremo diverse località costiere, il paesaggio è caratterizzato dalla tipica macchia mediterranea e dalle rocce granitiche della Gallura. Raggiungiamo l’area di parcheggio della spiaggia di San Silverio, dopo una camminata di circa 15 minuti, avvolti dalla rigogliosa macchia mediterranea e il caratteristico profumo del ginepro, si raggiunge la torre, che si erge a 25 metri sul livello del mare in un promontorio tra i villaggi turistici di Vignola Mare e Portobello di Gallura. Costruita nel XVII secolo per volere di re Filippo II, la torre di Vignola faceva parte di un complesso di strutture fortificate, progettate lungo la costa della Sardegna con l’obiettivo di difendere, avvistare e comunicare alle altre torri di guardia le minacce di incursioni, provenienti dal mare. Secondo alcuni documenti, la costruzione del monumento risale al 1606. La torre, realizzata in conci irregolari di granito, ha una forma tronco-conica e raggiunge i 12 metri di altezza. Durante la Seconda guerra mondiale, la torre era inserita nel sistema di avvistamento e controllo del mare, come punto di osservazione costiera.  La torre, ristrutturata e facilmente accessibile, offre lo spettacolo di un panorama mozzafiato con la vista che spazia lungo la costa che avete appena percorso in auto: riconoscerete il promontorio di Capo Testa, quello di Monti Russu e le sempre presenti (salvo foschia) falesie di Bonifacio. Ma dalla torre è possibile vedere anche il frastagliato paesaggio verde e roccioso della Gallura interna. E’ presente un pannello esplicativo in italiano e in inglese, che fornisce tutte le informazioni più importanti sul monumento che, a differenza di quello di Santa Teresa, non è gestito. L’ingresso è dunque libero e gratuito.

3-Dalla Torre di Vignola a quella di Isola Rossa

La torre di avvistamento di Isola Rossa, nota anche come torre spagnola, si trova nel piccolo borgo balneare di Isola Rossa, frazione del comune di Trinità d’Agultu e Vignola. Fa parte del sistema di torri di avvistamento e difesa, realizzate in gran parte tra la metà del 1300 e la fine del 1500, per cercare di porre rimedio alle continue incursioni ad opera dei pirati saraceni prima e dei corsari barbareschi, poi. La sua erezione, già prevista nel 1578, venne terminata probabilmente tra il 1590 e il 1595. La Torre di Isola Rossa è situata sopra uno spuntone roccioso a circa 35 metri di altezza dal mare. La struttura è realizzata in conci irregolari di granito rossastro locale disposti a filari, tenuti da malta di calce, mescolata a sabbia e acqua di mare. Ha una forma tronco-conica, (la forma più diffusa, tra le numerose torri, in quanto simile a quella dei nuraghe e perciò maggiormente mimetizzabile), con un diametro di base di circa 14 metri ed un’altezza di 12 metri. Si ipotizza che l’accesso avvenisse tramite una scala di corda con pioli in legno, che poteva essere rimossa per garantire maggiore sicurezza alla postazione. All’interno, la torre è suddivisa in due piani con terrazzo. Grazie alla sua posizione strategica, la torre poteva controllare un ampio specchio di mare tra Castelsardo e Trinità. Si può ipotizzare che nel tempo sia stata utilizzata con funzioni di presidio sanitario e certamente nel periodo austriaco e sabaudo fu un valido strumento di controllo del contrabbando tra la Sardegna e la vicina Corsica. La torre uscì dal servizio nel 1846, quattro anni dopo la soppressione della Reale Amministrazione delle Torri.

 

 

 

 

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