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VIDDALBA
Viddaèccja
Viddalba è un centro agricolo nel nord Sardegna, al confine tra Gallura e Anglona e a dieci minuti dal golfo dell’Asinara. L’abitato sorse nel Medioevo, sviluppandosi in zona detta Vidda Ecchja, ma il suo nome compare per la prima volta come Villa Alba (paese bianco).
Secondo racconti popolari, le frazioni (Giagazzu, Giùncana, L’Avru, Li Reni e Tungoni) attorno al centro principale furono teatro delle scorribande del ‘Muto di Gallura’, bandito sordomuto di fine XIX secolo che ha segnato la storia locale. La sua lingua e tradizioni sono galluresi, è meta tutto l’anno per windsurf, vela e kitesurf. In origine la risorsa del paese era l’allevamento, oggi sono turismo, agricoltura, in particolare coltivazione di angurie, patate, pomodori e, soprattutto, carciofi ‘spinosi’, artigianato, specie lavorazione di tessuti, ferro battuto e pietra.
Vi sono numerosissime attività da fare come trekking, equitazione tra le strade e gli stazzi rurali, ma anche parapendio e climbing tramite venti ‘vie chiodate’. A pochi minuti dal paese, su una sponda del fiume hanno sede le terme di Casteldoria con le sue acque che sgorgano a oltre 70 gradi con proprietà curative. Il tratto viddalbese del fiume Coghinas scorre tra boschi di pini ed eucalipti, ricco di anguille, carpe, spigole, tinche e popolato da aironi, folaghe e gallinelle d’acqua.
È sede di pesca sportiva e meta per kayak e birdwatching. Feste e sagre sono accompagnate da ritmi e abiti tradizionali, occasione per degustare zuppa gallurese, carni, formaggi e vini; tra le kermesse spicca il matrimonio gallurese, con gare poetiche, sfilate a cavallo, canti e balli
MUSEI DEL
TERRITORIO
AREE ARCHEO NATURALISTICHE
Coordinate
Altitudine
Superficie
Abitanti
Frazioni
Patrono
20 mslm
50,41 km2
1591
Giagazzu, Giùncana, L’Avru, Li Reni, Tungoni
Santissima Vergine di Pompei


e poi