Area naturalistica di Badesi

L’Area Naturalistica del territorio di Badesi si estende su una superficie di 2.255 ettari in provincia di Sassari interessando i comuni di Badesi, Valledoria e Trinità d’Agultu e Vignola. Le foci del Coghinas costituiscono il più vasto sistema dunale della Sardegna settentrionale che, oltre la piana alluvionale ampiamente coltivata con colture intensive, verso la linea di costa si caratterizza per la presenza dei ginepreti a Juniperus macrocarpa e Juniperus phoenicea ssp. turbinata su duna e dalla seriazione della vegetazione psammofila, in molti casi in ottimo stato di conservazione.
Gli habitat delle dune consolidate sono caratterizzati dall’abbondanza di Armeria pungens e di associazioni endemiche come gli elicriseti a Helichrysum microphyllum ssp. thyrrenicum e Scrophularia ramosissima. Canneti e fragmiteti accompagnano i bordi del fiume e l’area di estuario.
Nel territorio del sito sono presenti numerose specie faunistiche di rilevanza internazionale e protette dalle Direttive comunitarie “Habitat”  e “Uccelli”.
Le specie faunistiche segnalate nel sito sono in totale 130, per la maggior parte appartenenti al gruppo dei vertebrati. Fra queste si pone in risalto l’elevato numero di specie avifaunistiche, che rappresentano circa l’81% di tutta la fauna riscontrata nell’area.

La chiavica è in sostanza una paratoia che scorre verticalmente su guide metalliche (i gargami) e regola il flusso dell’acqua modificando la sezione utile al suo passaggio fino a bloccarla quando completamente chiusa. Tale chiavica era un’opera ingegneristica idraulica che serviva, e serve tutt’ora, per regolare il flusso dell’acqua all’interno dei terreni bonificati. Il progetto esecutivo dei lavori è datato 07.11.1918, mentre i lavori sono stati appaltati all’impresa Crovetti Teofilo con contratto in data 04.07.1921.

L’opera oggetto di restauro si inquadra nelle Opere per la sistemazione Idraulica della Sardegna realizzate all’inizio del secolo scorso . I primi lavori di bonifica iniziarono nel 1913 e terminarono nel 1938. Nel 1926, in corrispondenza della Punta Longinosa, il fiume fu sbarrato dalla diga del Mazzone con la realizzazione di un lago artificiale , un invaso utile di 254 milioni di mc. d’acqua, mentre quello di Casteldoria venne inaugurato nel 1956. La realizzazione degli invasi artificiali eliminò il fenomeno delle esondazioni nella pianura del Coghina

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